Essere ciò che si è: L'arte di essere normale - Lisa Williamson



Titolo: L’arte di essere normale (The Art of Beign Normal)
Autore: Lisa Williamson  
Traduttore: Valentina Daniele
Editore: Il Castoro
Prima edizione: aprile 2017

Qualche giorno fa ho concluso la lettura di “L’arte di essere normale” di Lisa Williamson, autrice che ho avuto il piacere di ascoltare durante l’edizione di quest’anno di Mare di Libri.

“L’arte di essere normale” parla di transessualità, ma non solo. Questo romanzo parla anche di amicizia, di famiglia e della lotta che ognuno combatte per “essere normale”.
Cosa significa essere normale?
Il gruppo di David e dei suoi amici si è autoproclamato “degli Anticonformisti”, mettendo in luce il contrasto tra il desiderio di essere accettati dagli altri e l’aspirazione a essere riconosciuti come diversi, unici nel proprio genere.
Ma cos’è la normalità? Chi decide cos’è normale e cos’è anormale? E l’anormalità è davvero sbagliata?

«Perché ti chiama così?»
«Non lo so. Perché sono strano?»
«Non lo siamo tutti?»

La voglia di essere normale è ricorrente all’interno del libro. A parlare in questo frangente è David, al quale è stato affibbiato il soprannome di “Fenomeno”, perché fin dall’infanzia ha avuto un desiderio che i suoi compagni di scuola non riuscivano a comprendere: c’era chi voleva diventare un’astronauta o un attore famoso, David, invece, da grande voleva diventare una femmina.

Lisa Williamson a Mare di Libri 2017
Così come per “Ti darò il sole”, una delle cose che vale la pena sottolineare in questo libro è l’importanza data alle famiglie dei protagonisti. David e Leo, i due personaggi principali, vengono da due famiglie che sono agli antipodi l’una rispetto all’altra, ma nonostante questo, sono poste a confronto in modo equo e il lettore può osservarne le caratteristiche positive e negative di entrambe.
Se quella di Leo è una famiglia difficile, che naviga in brutte acque a livello economico, con una madre assente e con una lista di rapporti fallimentari alle spalle, quella di David è una famiglia borghese moderna, che sembra il ritratto del contesto familiare modello.
Nonostante questo contrasto, durante il romanzo il lettore è posto di fronte agli alti e bassi di entrambi i contesti e alle difficoltà che i due ragazzi hanno nel rapportarsi con i propri familiari che, da una parte, non sono pessimi come sembrano e dall'altra, non sono così facili da affrontare anche se sembrano perfetti.

Durante l’intervista fatta alla Williamson da Simonetta Bitasi, è emerso un tema legato sia all’approccio dei genitori alla disforia di genere, sia ai ragazzi che acquisiscono la consapevolezza di essere nel corpo biologicamente sbagliato per loro: quello della disinformazione.
Non si parla abbastanza di transessualità. David, o meglio, Kate (devo ammettere che, finita la lettura del romanzo, mi sembra quasi di farle un torto rivolgendomi a lei al maschile), nel momento in cui si rende conto che il suo corpo non “cambierà per magia” allineandosi da solo a ciò che sente di essere, non sa a chi rivolgersi, se non a internet, per chiedere aiuto e non ha un punto di riferimento adulto che possa aiutarla ad approcciarsi ai genitori che, tra l'altro, sono convinti che sia gay e non aspettano altro che faccia coming out, mettendola in una condizione, paradossalmente, di ulteriore difficoltà.
Questa mancanza di informazioni non riguarda solo coloro che si trovano a contatto con la situazione, ma soprattutto chi ne è estraneo e spesso non è neanche a conoscenza del fatto che esistano davvero persone transessuali, che l’esserlo non è scelta, che essere transessuali non coincide con l’essere travestiti e che la propria identità di genere non ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale. È dunque fondamentale parlare di transessualità, in particolar modo rivolgendosi ai più giovani, così che crescano con una maggiore consapevolezza di sé stessi e degli altri.
Sempre durante l’intervento a Mare di Libri, la Williamson ha sottolineato il ruolo fondamentale che ha la narrativa per provvedere a questa necessità: “quando trascorri 300 pagine con un gruppo di personaggi cominci a provare empatia per loro [...] voglio storie che non parlino solo del coming out, perché c’è bisogno di storie che riguardino i modi di vivere e non solo le rivelazioni dell’identità di genere. Questo è quello che sto aspettando”. Non posso fare a meno di condividere questa affermazione, soprattutto nel momento in cui si vuole presentare ai lettori più giovani uno spaccato di vita che è ancora tabù nelle scuole, ma anche nelle famiglie stesse.

“L’arte di essere normale” non è un libro privo di difetti. In primo luogo non ho apprezzato l’eccessiva semplicità del linguaggio usato, perché sono fermamente convinta che non si debba sottovalutare l’intelligenza dei giovani lettori, che possono trovare piacevoli anche romanzi con vocaboli più ricercati e un linguaggio più maturo, così come non ho apprezzato i riferimenti a fenomeni di costume popolari al momento (serie tv, programmi televisivi), seppur sporadici.
Trovo che inserire questi elementi, soprattutto quando non sono davvero iconici e identificativi di un determinato periodo storico, rischi di far “invecchiare male” il romanzo, rendendolo meno godibile con il passare degli anni (ho espresso la stessa critica anche per un altro libro che ho trovato tutto sommato molto carino: “Simon vs the homo sapiens agenda” di Becky Albertalli, edito in Italia da Mondadori col titolo "Non so chi sei, ma io sono qui").

Voglio però concludere con una nota positiva. L’intento della Williamson era quello di “proporre ai ragazzi una storia di speranza” e penso che sia riuscita nel suo intento, affrontando una tematica importante con leggerezza, ma senza banalizzarla. La letteratura a tematica LGBTQ+ è disseminata di storie di dolore e sofferenza ed è bello che l’autrice si sia voluta impegnare proprio al fine di dare ai giovani una storia carica di positività: anche se le difficoltà sembrano insormontabili, se ci si sente destinati a doverle affrontare in solitudine, non esiste condizione che non può essere migliorata, soprattutto se ci si affida al supporto e all'affatto di coloro che ci amano per quello che siamo.

Acquista il libro:


Share:

0 commenti