Matteo e Enrico - l'integrale: una storia di sentimento.

Titolo: Matteo e Enrico. L'integrale
Autore: Massimiliano De Giovanni (sceneggiatura), Andrea Accardi (disegni)
Editore: Kappalab
Formato: brossura, bianco e nero
Sinossi: Enrico è gay. Non ama le effusioni in pubblico, non si espone se non è necessario, vorrebbe mantenere un basso profilo ed è insoddisfatto del suo rapporto con Fabio.
Matteo, invece, sta rimettendo insieme i pezzi della propria vita dopo la morte del suo migliore amico e la fine della sua relazione con Veronica. Quando i due ragazzi si incontrano danno inizio a un'amicizia quasi morbosa, in una Bologna ancora attuale e piena di contraddizioni. Enrico s'innamora di Matteo, pur sapendo che questi è eterosessuale, mentre Matteo si trova per la prima volta di fronte a un bivio, non capendo se la gelosia nei confronti dell'amico sia normale o nasconda piuttosto sentimenti inconfessati ma la convivenza darà una risposta alle loro domande.

A quasi vent'anni dalla sua prima uscita, torna disponibile la graphic novel italiana che per prima ha affrontato la tematica LGBT. Una director's cut che raccoglie i volumi "Pazzo di te" e "Cuori in affitto", arricchiti da un lungo prologo sul passato di Enrico e dall'epilogo "Un'estate indimenticabile", che costituisce l'atteso finale alla tormentata relazione tra i due ragazzi. 


Matteo e Enrico non è una storia d'amore con le sue decine di sfumature rosa - non è una fanfiction con il lieto fine che aspetta dietro l'angolo parole che vogliono sapere d'amore, e non sono nemmeno quei due ragazzi in copertina che si guardano e si dicono tutto, quando in realtà quel tutto non è quello che ti aspetti.
Matteo e Enrico sono binari che s'intrecciano, cuori che domandano, macchine che sbattono e porte che si chiudono. Sono vite e voci, indecisioni e dubbi che potrebbero non avere risposta positiva.
Matteo e Enrico è una Bologna vecchia che non riesce a mantenere i segreti e la cui gente urla allo scandalo se un professore si scopre gay: la notizia scappa da una finestra e finisce dritta sul giornale.


Ma perché leggerlo? Perché non può annoiare benché la storia sia una figura geometrica - un lui che ama un secondo lui che però ama lei ma che sta iniziando un percorso con un altro. Un circolo di relazioni che potrebbero cadere nel banale ma non ce la fa, non può se c'è di mezzo l'amore.
Da una parte abbiamo Enrico, che i sentimenti non li conosce abbastanza, che per anni ha avuto qualcuno a fianco senza sentirsi completo e che non è pronto ad esporsi e dire al mondo chi è. Insoddisfatto della sua relazione, trova in Matteo tutto quello che ha sempre cercato: il completarsi.
Matteo, però, viene da un periodo difficile e prosegue su di un sentiero pieno di ostacoli: il suo migliore amico è morto da poco e per la sua ex non prova più niente, ma non sa dare un nome e un corpo a quello che prova per Enrico. Ci sta bene insieme, si diverte ma, è gelosia quella che lo fa sentire così confuso quando lui si avvicina a Jacopo? La sua relazione è davvero arrivata al capolinea? L'entrata in scena di Francesca nella sua vita è uno scudo dietro cui ripararsi da quello che sta succedendo o è la possibilità di iniziare da zero?
A tutte queste domande viene affiancata la sua sessualità messa in dubbio e il timore di rispondersi, di dover cambiare tutto, che viene scacciato con la rabbia.
E insieme a Matteo e Enrico c'è Veronica che nel sentimento ci crede, che sa che per lei c'è una possibilità ed è quella della voce di una segreteria durante una chiamata sbagliata, del coraggio di dirle: "richiamami" e di trovare dall'altra parte della linea l'uomo che l'accompagnerà per tutta una vita. Ecco, allora, che cos'è Matteo e Enrico: un sentimento con i suoi pro e i suoi contro, un'esplorazione diretta in ciò che comporta e in ciò che questo sentimento crea, qualcosa che ti spoglia e ti lascia nudo davanti ai fatti. Una storia da cui imparare che spesso le favole sono solo favole e la realtà è un disastro - una passeggiata sul filo della vita.

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Ness che sta per Nespola, finge di saper scrivere e quando non è troppo occupata a fare il malato immaginario si lascia andare ai libri e lascia che siano loro a farle da medicina.

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