Mare di Libri 2017: Ti darò il sole - Jandy Nelson



Titolo: Ti darò il sole (I’ll give you the sun)
Autore: Jandy Nelson
Traduttore: L. Celi
Editore: Rizzoli
Prima edizione: maggio 2016

Ti darò il sole” di Jandy Nelson ha vinto il premio Mare di Libri 2017, quindi, avendo letto questo libro tempo fa, ho pensato di dire la mia a riguardo.
Ti darò il sole” è la storia di due gemelli, Jude e Noah, che, pur avendo due personalità agli antipodi, hanno “una sola anima” e sono uniti da un profondo legame che va oltre le loro diversità. Jude è il sole, è una ragazza estroversa, circondata da amici, mentre Noah è la luna, introverso e solitario vive nel suo mondo fatto di arte, un museo immaginario custodito nella sua mente.
Incoraggiati dalla madre tentano entrambi di entrare in una prestigiosa scuola d’arte, ma nonostante la strada di uno dei gemelli sembri spianata, dopo un salto temporale di tre anni scopriamo che le cose non sono andate come tutti si sarebbero aspettati.
«Eravamo tutti in rotta di collisione l’uno verso l’altro, inevitabilmente. Ci sono persone che sono destinate a stare nella stessa storia

La prima caratteristica peculiare di questo romanzo riguarda il cambio della voce narrante a capitoli alterni e le due diverse linee temporali che queste voci seguono: alcuni capitoli sono narrati dal punto di vista di Noah tredicenne e alcuni dal punto di vista di Jude sedicenne. Queste due linee narrative consentono al lettore di conoscere una ricca serie di dettagli che prendono una forma concreta più ci si avvicina all’epilogo della storia, quando viene gradualmente abbandonata la narrazione degli eventi che riguardano il passato.

«Le lacrime del lutto vanno raccolte
e poi inghiottite per guarire l’anima»

Questo romanzo parla di legami, di separazioni e di incontri. La narrazione comincia immergendo il lettore nella singolare dimensione del rapporto tra gemelli (legame che ho trovato realistico e funzionale alla storia, anche se non escludo possa essere visto come un tentativo di parlare di gemelli omozigoti, senza davvero comprendere le dinamiche di una relazione così particolare), e prosegue narrandone la rottura. Le invidie, le gelosie e le menzogne viziano un rapporto che sembrava indissolubile, così come rovinano un intero equilibrio famigliare.
Le vicende che riguardano i genitori di Noah e Jude sono quelle che più ho preferito all’interno del libro, soprattutto perché hanno un peso massiccio nello sviluppo delle vicende, cosa che non capita spesso in questo genere di romanzi, come tutti i lettori di libri per giovani adulti sanno, dato che solitamente i genitori sono trattati alla stregua di figure mitologiche inesistenti e inutili ai fini della trama.
In questo caso però, i genitori di Jude e Noah hanno un ruolo fondamentale. In un primo momento i due protagonisti vengono infatti messi a confronto proprio sul piano dei rapporti interni alla famiglia: se da una parte Noah ha un legame molto stretto con la madre, soprattutto per quanto riguarda la loro passione comune per l’arte, dall’altra Jude ha un rapporto molto più solido col padre. Essendo in una particolare fase della crescita, la ragazzina vive una relazione conflittuale con la madre dalla quale vorrebbe essere trattata come un’adulta, ma che invece la vede ancora -a ragione- come una bambina.

Ti darò il sole
Ti darò il sole
Il romanzo parla di amore in senso ampio: dall’affetto familiare, all’amore adolescenziale, fino all’amore maturo, quello degli adulti, di quel tipo di persone che viste dagli occhi di un adolescente - che è principalmente figlio- sembrano incapaci di vivere delle passioni, perché ormai attori del ruolo della persona i cui compiti sono quelli di portare i soldi a casa e pensare al futuro dei figli.

Si parla di amore e anche di sessualità che viene affrontata in due modi molto diversi, infatti, se Noah sta cercando di scoprirsi e di vivere la propria omosessualità e la sua prima romantica cotta, Jade ha fretta di crescere, fretta di essere vista come una donna adulta dagli occhi degli altri, soprattutto di ragazzi più grandi di lei.
Un altro elemento che vale la pena di sottolineare è quello della presenza massiccia dell’arte all’interno del libro. Sia i capitoli dal punto di vista di Noah che quelli dal punto di vista della sorella sono costellati di riflessioni sul loro rapporto con l’arte e sul modo in cui, tramite essa, riesco a elaborare i loro sentimenti e a descrivere ciò che accade dentro di loro.
Proprio per questo motivo ho preferito di gran lunga i capitoli dal punto di vista di Noah rispetto a quelli della gemella. La sua storyline mi è sembrata fin dall’inizio più godibile e scorrevole e molto più curata rispetto all’altra.
La contrapposizione dei due gemelli, uno associato alla luna e l’altra associata al sole, cambia mentre i loro caratteri vengono plasmati dagli avvenimenti, ma questa associazione è molto più forte nello sviluppo del personaggio di Noah piuttosto che in quello di Jude che, per motivi diversi, malgrado venga descritta come una persona solare, risulta sempre mossa da una forte rabbia nei confronti della madre durante il corso della storia e ciò rende, a mio parere, la sua crescita come personaggio più piatta rispetto a quella del fratello.

Nel complesso, “Ti darò il sole” è un romanzo di formazione che si legge tutto d’un fiato, perfetto per il target a cui è riferito e sono molto contenta abbia vinto (anche) il premio Mare di Libri di quest'anno.

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