Letture Ribelli: Release di Patrick Ness



Titolo: Release
Autore: Patrick Ness
Prima edizione: maggio 2017

In questa occasione ho atteso il confronto con i Ribelli prima di dire la mia opinione su Release di Patrick Ness.
Release procede su due binari che si incontrano all’inizio e alla fine del romanzo: uno è dedicato alla storia di Adam Thorn, un adolescente alto e massiccio, affabile e leale, e l’altro è dedicato ad una Regina il cui spirito si intreccia a quello di una ragazza assassinata e abbandonata nei pressi di un fiume.
Adam Thorn è il figlio omosessuale di un prete di una chiesa evangelica e sulle sue spalle grava il peso del giogo del padre, le sue aspettative su di lui e le sue difficoltà a provare amore per il suo stesso figlio. Adam ha un fratello maggiore che, al contrario di lui, interpreta la parte del figlio perfetto, un’amica del cuore, Angela, un ex che il cuore glielo ha spezzato, Enzo, e un ragazzo che vuole ripararlo, Linus.

Fin dall’incipit, «Adam would have to get the flowers himself», così come afferma lo stesso autore, è evidente che la prima ispirazione di Ness sia il romanzo di Virginia Woolf “La signora Dalloway” e, così come le vicende di Mrs Dollaway, quelle di Adam Thorn avvengono nel corso di una sola giornata, un sabato che viene raccontato dall’acquisto dei fiori al mattino, fino ad una festa in serata che, a differenza di quanto avviene in Mrs Dollaway, è una festa di addio al tanto amato (da Adam) Enzo.
La seconda fonte di ispirazione per questo romanzo è stata  “Forever” di Judy Blume, libro con il quale Release ha in comune il modo esplicito e naturale con cui viene narrato il sesso.
Patrick Ness parla di sesso («the funnest, funniest thing two people could do together») con sincerità e un erotismo mai volgare; i baci, la pelle, il profumo dei corpi sono parte integrante della più ampia ricerca dell’amore verso se stessi e verso gli altri, ma non perdono la loro carnalità. Il sesso in Release non è solo romanticismo, ma è anche romanticismo e l’autore ci tiene a farlo comprendere mettendo a confronto i diversi tipi di sentimenti che possono essere scatenati dai rapporti fisici.



Release è il racconto della liberazione da tutti quei muri dietro i quali si nascondono gli individui, in particolare gli adolescenti, che intraprendono il percorso dell’ingresso nell’età adulta e dell’affermazione di se stessi nella società.
A Patrick Ness piace parlare di coloro che “non si sentono abbastanza” e Adam è un esempio di questa sensazione di inadeguatezza e di incapacità di lasciarsi amare, è un personaggio abbattuto dall’idea di non meritarsi davvero l’amore incondizionato e che fatica a liberarsi del fardello dei sentimenti non corrisposti, un ragazzo che teme di continuare ad avere sulle spalle il peso delle difficoltà della sua famiglia di accettarlo per ciò che è:

«You have no idea how hard I work to love you»

Se da un lato il padre afferma di doversi impegnare per amare quel figlio che non rispetta i suoi canoni morali, dall’altra c’è Linus, il fidanzato, che non smette di ricordargli che merita l’amore che riceve:

«You’re a good person, Adam. Don’t ever let them tell you you’re not.»

In questo romanzo, attraversando il percorso della consapevolezza, si parla anche delle etichette che possono dare una precisa definizione del proprio orientamento sessuale.
Ciò che ho trovato interessante è il modo in cui Adam, mette il suo punto di vista in contrasto con quello dell’amica Angela. Se lei trova le etichette un modo per separare ulteriormente gli individui, delle parole che ci distinguono dagli altri, ma delle quali si può fare a meno, Adam sottolinea come trovare una parola per definire una parte di sé gli abbia consentito di intraprendere una strada precisa. Imparare a utilizzare termini specifici, trovare le parole giuste, consente di conoscere ciò che abbiamo attorno e consente di parlarne.

C'è però un elemento che non mi ha fatta innamorare di questo libro, e, così come è accaduto con "More than this", la parte più onirica e fantastica, quella dedicata alla Regina alla quale ho accennato all'inizio, non mi è affatto piaciuta.
Ogni capitolo che narra la storia di Adam è intervallato da quelli dedicati ad uno spirito che, unito a quello di una ragazza uccisa dal suo fidanzato, si muove in cerca di vendetta, incontrando una serie di persone che sono state importanti per la vita della suddetta ragazza, Kate.
Come è emerso durante la discussione con i Lettori Ribelli (potete trovare ciò di cui abbiamo parlato qui) questa parte della narrazione, esclusi due momenti all’inizio e alla fine del libro, appare slegata dalla storyline principale al punto da portare il lettore a chiedersi perché l’autore abbia raccontare anche queste vicende.
La sensazione è che questi capitoli rallentino la lettura al punto che, nella mia personale esperienza, sono stata più volte tentata di saltare a piedi pari la storia della Regina per procedere con quella di Adam e compagni.

In conclusione continuo ad essere dell’idea che Patrick Ness sia uno dei migliori autori per giovani adulti in circolazione e, seppur non sia esente da difetti, Release sia comunque un titolo piacevole da leggere sia per i lettori più giovani che per quelli un po’ più maturi. Fatemi sapere che cosa ne pensate!

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