Di avventure e adolescenti brufolosi: L'estate scorsa - Paolo Cattaneo


Titolo: L’estate scorsa
Prima edizione: settembre 2015

Genova, 1997, brufoli e adolescenti.
Daniele, Ale, Benny, Christian e Titti organizzano la loro avventura estiva e partono all’esplorazione di un bosco nel cuore del quale giace un camion abbandonato.
Questo lavoro di Paolo Cattaneo mi è stato consigliato perché sono una fan delle atmosfere alla “Stand by me” e visto che stiamo leggendo ora il racconto di Stephen King da cui il film è stato tratto, voglio ricambiare il favore che è stato fatto a me e parlarvi di un graphic novel che vale davvero la pena di leggere.

“L’estate scorsa” è un racconto di adolescenza, mistero e avventura, ma anche molto di più. L’azione, lo svolgersi della trama, è intervallato da una serie di scene dedicate all’intimità dei personaggi con le loro famiglie, le discussioni, le loro camere da letto e il tempo trascorso negli spazi più privati. Questi spaccati di quotidianità si inseriscono nella storia come se fossero scatti raccolti in un album fotografico e restituiscono un quadro veritiero dell’adolescenza nella fine degli anni ’90.

Il racconto è corale e il lettore è un osservatore esterno che recita la parte dell’amico che segue il gruppo stando in disparte e  partecipando passivamente delle vite degli altri, ma nonostante ciò il coinvolgimento emotivo è assicurato grazie alla minuziosità con cui Cattaneo riempie ogni tavola di dettagli, i veri protagonisti del graphic novel.
Ogni vignetta è piena di piccoli particolari che rendono la lettura multisensoriale, le onomatopee (scrittine che invadono le scene), il focus su i gesti più insignificanti come schiacciare un brufolo, masticare, grattane una crosta su un ginocchio, rendono quasi disturbante l’osservazione di questo spaccato di gioventù. Leggendo, sembra di poter sentire l’odore ormonale dei gruppi di adolescenti, se ne può immaginare la chiassosità e la pesantezza dello sguardo, tutte quelle buone ragioni che fanno decidere di cambiare marciapiede piuttosto che dover passare di fianco a loro.


Una playstation e due fumetti belli (olio su tela).

L’attenzione è posta anche su una serie di simboli che identificano la fauna degli adolescenti nel loro tempo: le marche sui vestiti, sulle scarpe e gli accessori scelti per appartenere ad una determinata tribù che descrivono la sensazione di bisogno di essere visti come parte integrante di un gruppo perché esteriormente in linea con i dettami di un certo tipo di stile.
Possiamo osservare le dinamiche tipiche delle relazioni tra ragazzini, con la rappresentazione dei ruoli ricoperti all’interno della compagnia: da colui che traina gli amici, a quello che “fa il grosso”, da colui che insegue gli altri fedelmente, a “la fidanzata di uno” che, in realtà, manco voleva uscirci davvero con loro.
L’insieme è pruriginoso, una riproduzione fedele della realtà che non ignora l’acerba sessualità dei teenager, l’aggressività delle loro reazioni, la violenza giovanile alla quale non si riesce a dare una spiegazione.
“L’estate scorsa” è un’opera fatta interamente con la matita a scatto 2B usando la tecnica dello “sfumatino marcio”, così come la definisce lo stesso Cattaneo, su carta per fotocopiatrice:  «compro una risma e ci faccio un libro».  
L’attenzione alla rappresentazione della realtà da parte dell’autore è anche visibile dal modo in cui, nonostante l’ovvio passaggio di pulitura delle tavole in digitale, si abbia proprio la sensazione di avere tra le mani un’opera fatta direttamente a matita, con quei bianchi polverosi, tipici dell’uso della grafite.

Sicura che vi innamorerete de “L’estate scorsa” voglio anche consigliarvi un’altra opera dello stesso autore, “Manuelone”, sempre edito da Canicola. Un altro racconto grottesco dell’essere giovani qualche anno fa, in particolare nel 2000, con i brufoli, i disagi e le imbarazzanti scelte discutibili.

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