Le opinioni degli altri: Misdirection di Lucia Biagi


Titolo: Misdirection
Autore: Lucia Biagi
Editore: Eris Edizioni
Prima edizione: marzo 2017


La scorsa settimana, in occasione del Treviso Comic Book Festival, Eris Edizioni ha vinto il Premio Boscarato come miglior realtà editoriale e ho deciso di cogliere questa occasione per parlarvi di un titolo che volevo consigliarvi da tempo, ma di cui non ho mai avuto l’occasione di scrivere. Sto parlando di Misdirection di Lucia Biagi.
Federica ha 13 anni ed è in vacanza con la famiglia in una località di montagna che frequenta tutti gli anni, qui ha un’amica, Noemi, poco più grande di lei e in piena frenesia adolescenziale. Dopo una serata in discoteca, Noemi scompare. Di lei viene ritrovato solo il cellulare. In seguito a questo evento, preoccupata, Federica, insieme al suo amico Giorgio, decidono di cercare la ragazza nel paese. Questa operazione di ricerca li porterà a scoprire un vespaio di voci che riguardano Noemi, gli adulti del paese la dipingono come una ragazza facile, una a cui piace mettersi in mostra e gravare sulla madre con le sue bravate e, a esclusione della giovane Federica, nessuno sembra troppo sorpreso (o preoccupato) per la sua scomparsa.
Date le premesse sembra quasi di trovarsi di fronte a un thriller, ma il fulcro della storia è un altro e la quarta di copertina dell’edizione italiana ci aiuta a comprenderlo con una citazione: «sai qual è la cosa divertente? Credo di avere capito che una ragazza sbaglia sempre.»

Questa storia pone infatti l’accento sulla società contemporanea bigotta e maschilista, una realtà nella quale alle donne è richiesto di rientrare in certi canoni e attenersi a determinate regola per poter essere considerate “ragazze a modo”. Noemi è un personaggio controverso, la conosciamo per il modo in cui è raccontata dai giudizi velenosi degli adulti che finiscono con il viziare anche l’opinione che di lei hanno i più giovani.
L'autrice fa un uso astuto del metafumetto per descrivere i reali sentimenti della protagonista. Federica ha una sorta di blog online dove racconta le sue giornate e le sue sensazioni con sincerità, protetta dal fatto di non essere lei a parlare in prima persona: ritaglia dei piccoli pupazzetti di carta ai quali fa interpretare i suoi racconti di giornata, mostrando così il divario tra quella che è la reazione avuta davanti ai fatti e alle conversazioni e quelle che sono le sue reali considerazioni.
La storia, nel suo insieme, consente al lettore di trarre le sue conclusioni morali a proposito della vicenda. Noemi, come detto sopra, viene aspramente giudicata dagli altri personaggi, ma il quesito rimane: ha davvero delle colpe? Seppur sia evidente quale messaggio voglia mandare l’autrice, si osserva tramite le reazioni di Federica quanto gli schemi della società abbiano una forte influenza sui giovani dai quali, in una certe misura, ci si potrebbe aspettare una maggiore libertà dal pregiudizio.

Il fumetto è in un’elegante bicromia dai toni pastello, con l’attenzione posta sulle ambientazioni che calano il lettore nel paese di montagna, un posto immobile che si anima solo durante la stagione turistica e che lascia i giovani che lì vivono “senza nessuna prospettiva”, ma che, citando le parole dell’autrice durante un intervento presso la LibreriaPaginaDodici di Verona: “è il posto giusto per queste scene”.
Oltre a consigliarvi la lettura di questo lavoro, approfitto dell’occasione per segnalarvi altri due titoli della stessa autrice: uno è Japanize me, una guida a fumetti del Giappone, pubblicata nel 2014 con Zandegù e acquistabile qui, e Punto di fuga edito da Diablo Edizioni (che trovate qui).

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