L'amore quando cambia: La giusta mezura di Flavia Biondi


Titolo: La giusta mezura
Autore: FlaviaBiondi
Editore: BaoPublishing
data di uscita: 2 novembre 2017 

La scorsa settimana sono stata alla presentazione in anteprima del nuovo lavoro di Flavia Biondi per Bao Publishing, La giusta mezura. Sono una fan di Flavia e in passato vi ho parlato del suo primo lavoro pubblicato da Bao, La generazione.

Flavia fa una scelta particolare: non ci racconta l’inizio o la fine di un amore, ce ne narra il cambiamento. Mia e Manuel hanno 29 anni, stanno insieme da 8 e la loro vita è in quella fase in cui si sente la necessità di fare un salto di qualità. Un bel lavoro, magari quello dei sogni e non quello che i sogni gli scaccia, il lavoraccio che si è costretti a fare comunque perché, in qualche modo, a fine mese ci si deve pur arrivare; una casa insieme e non quella in cui si vive con degli universitari, magari il matrimonio che sembra il passo più ovvio da fare dopo tanti anni di relazione.
Flavia ci racconta una storia d’amore realistica, libera dai fronzoli dell’amore perfetto, un rapporto credibile e reso tale dai dubbi e dagli ostacoli, dalla ricerca dell’equilibrio, della giusta mezura, che a volte si perde dopo anni di relazione insieme. Quando sopraggiunge l’abitudine e le vicende di tutti i giorni travalicano la vita di coppia, si deve cambiare, pensare a quello che si potrebbe essere in futuro.
La giusta mezura è un racconto su più piani nel quale si intervallano varie voci. Quella di Mia, la principale narratrice della storia, quella di Manuel che conosciamo tramite il suo romanzo a capitoli sull’amor cortese, e quella dei coinquilini dei due che fanno da spettatori al momento di sospensione – tra la caduta e il superamento della frattura – della relazione della loro coppia di amici.

Flavia Biondi scrive divinamente, ha la fine capacità di far affezionare il lettore ai suoi personaggi tramite l’onestà dei dialoghi e delle riflessioni, ma soprattutto, disegna in modo incantevole. Il suo stile è immediatamente riconoscibile e, ogni qualvolta si cominci a leggere una delle sue storie e ci si cali tra le pagine, è un po’ come tornare a casa di una vecchia amica e ascoltarla parlare.
Se per La generazione avevo apprezzato che l’ambientazione nella provincia toscana potesse essere interpretata in modo più ampio, scambiando quel piccolo paese con tanti altri paeselli d’Italia, in questo caso un elemento che ho amato è proprio il peso della locazione geografica del racconto: Bologna. Questa città, che porto nel cuore per varie ragioni, è narrata da Flavia in modo magistrale: i portici, il chiacchiericcio di Piazza Verdi, San Luca. Per chi l’ha vissuta – o la sta vivendo ­­­– come universitario, è un po’ come essere lì, assieme alla propria cricca di vez’, mentre, per chi non c’è mai stato, è un buon modo per cominciare a capirla, per entrare nelle sue strade e respirarne le atmosfere.
Il volume, in uscita per Bao Publishing da domani, 2 Novembre, è completamente in bianco e blu e per questa scelta, come ha affermato Flavia, è stata ispirata da un’altra graphic novel edita in Italia da Bao, E la chiamano estate di Jillian Mariko Tamaki (opera che, se non avete ancora letto, vi invito caldamente a recuperare). Inoltre, questo fumetto, è davvero splendido per la sua fattura: la copertina blu telata con stampa bianca impreziosisce un lavoro che vale davvero la pena avere in libreria.
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