BilBOlbul 2017: Yellow Kim Press, la misteriosa casa editrice nordcoreana


Diverso tempo fa, a Verona, ho visitato una mostra dedicata alla Yellow Kim Press, una misteriosa casa editrice nordcoreana. Colgo quindi l’occasione della presenza della stessa mostra al Circolo Arci “La Staffa”, da oggi 23 novembre fino al 2 dicembre, in occasione di BilBOlbul 2017, per parlarvi della storia di questa curiosa realtà editoriale, rimasta attiva in Corea del Nord dagli anni '60, fino agli inizi degli anni '90.  

Aju Meosjin è il misterioso fondatore di questa casa editrice, di lui non abbiamo fotografie o immagini ufficiali, ma solo informazioni a proposito delle sue attività editoriali, soprattutto grazie alla corrispondenza che ha mantenuto per anni con autori ed editori di riviste e fumetti satirici nostrani e stranieri. Il suo rapporto con il mondo della stampa ebbe inizio in gioventù, quando lavorò presso la tipografia della sua famiglia a Pyongyang che si occupava di stampe e litografie di propaganda governativa e testi scolastici. 

Alla morte del padre, nel 1963, Aju Meosjin cominciò a cambiare la rotta della sua attività: prima avvenne il rifiuto di continuare a stampare materiali per il governo, poi la decisione di intraprendere la strada dell’editore di fumetti di satira contro la dittatura. Curioso è il fatto che non si abbiano informazioni a proposito della distribuzione dei materiali targati Yellow Kim Press, nonostante si sappia che l’attività di produzione fosse paragonabile a quella di una casa editrice di medie dimensioni: un esempio di questo può essere la rivista di satira Grido, della quale sono stati recuperati ben 400 numeri.
Ricorrente nella produzione della Yellow Kim Press è il tema dello scontro con le autorità, con vignette ironiche e antimilitariste che vedono come protagonisti i volti noti dell’Armata del Popolo rappresentati in modo grottesco. Parte dei lavori è invece di tipo pornografico ed erotico, in risposta alla forte censura che rende tabù il sesso all'interno del Paese. Infine il materiale dei primi anni ’80 narra prevalente di vicende di supereroi che combattono contro il regime, ispirate a quelli di Marvel e DC Comics. Ciò che mi incuriosisce di questa casa editrice è in particolare il rapporto che i vari autori avevano con l'editore: i lavori gli venivano spediti segretamente, gli artisti talvolta venivano scoperti e incarcerati e si racconta che proprio in prigione lavorassero assieme a ciò che avrebbero poi prodotto una volta usciti dal carcere.
Con la caduta del muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda, per Aju si aprì lo spiraglio della possibilità di diffondere le proprie opere anche fuori dai confini nazionali, ma le lettere che spedì e ricevette in quegli anni vennero intercettate dalla polizia e l’editore venne costretto a rinnegare il proprio lavoro e perse la tipografia che divenne proprietà del governo. Da almeno vent'anni non si hanno più sue notizie.
Vi lascio adesso un po’ di link utili se siete interessati ad approfondire l’argomento, rinnovandovi l’invito ad andare a vedere la mostra a Bologna! (O di tenere d’occhio la pagina social dei ragazzi di AFA-Autoproduzioni Fighissime Anderground, per controllare se porteranno la mostra anche in una città vicina a voi).
Il documentario prodotto dalla Yellow Kim Foundation, racconta di come i ragazzi che hanno poi fondato l'associazione siano venuti a conoscenza della Yellow Kim Press. Grazie a delle curiose interviste a editori e artisti italiani e internazionali che sono entrati in contatto con Aju Meosjin, restituisce un'interessante descrizione di questa realtà editoriale: “YELLOW KIM - La misteriosa casa editrice nordcoreana” (15 minuti): link al video su youtube.
Un articolo del sito “Bizzarro Bazar” che parla della Yellow Kim Press ed è accompagnato da diverse immagini satiriche bellissime (fanzine, copertine di vinili, tavole di storie a fumetti): l'articolo di Bizzarro Bazar.
La pagina di Wikipedia dedicata a Aju Meosjin, che ripercorre nel dettaglio la storia della della casa editrice e raccoglie tutte le informazioni che si hanno a proposito degli autori che hanno collaborato con lui: Yelllow Kim, su Wikipedia.

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