Podcast Ribelle #3: The Amelia Project

The Amelia Project: hai mai pensato di farti una nuova vita?

Torno a parlarvi di podcast con una produzione tutta europea! Dieci episodi, con un finale di stagione previsto per questa settimana, una seconda stagione già confermata e diverse puntate speciali in programma, oggi vi invito ad ascoltare: The Amelia Project.

The Amelia Project è un audiodramma di fiction che racconta le vicende dell’organizzazione segreta Amelia, che offre un servizio molto particolare: pianifica la finta morte dei suoi clienti. Criminali, politici, comici, santoni e vari tipi di personaggi sopra le righe si rivolgono all’altrettanto eccentrico gestore del Progetto Amelia, l'Intervistatore, per studiare quale sia il miglior modo per morire e cominciare una nuova vita. Bastano 20 minuti di colloquio per capire che cosa sia meglio fare, sorseggiando una fumante tazza di cioccolata.
Graphic design @ Anders Pedersen

«Complimenti. Hai rintracciato l'Amelia Project. Questa telefonata non sta accadendo. Se le tue intenzioni non sono serie, riattacca. Adesso».

Scritto da Philip Thorne e Øystein Brager e prodotto da Imploding Fictions in collaborazione con l’Open House Theatre di Vienna, The Amelia Project è un podcast estremamente divertente che indaga sulle motivazioni, talvolta strampalate, per le quali i clienti vogliono (o hanno disperato bisogno di) una nuova vita, per poi pianificare il modo in cui "morire": decapitazione? Si può fare. Avvelenamento? Si può fare anche quello! Una morte da eroe davanti a milioni di persone? Nulla è impossibile.
Vengono poi poste le basi per la nuova identità del cliente, anche se non ci è tenuto sapere quale sarà l'epilogo della sua storia, o almeno non nell'episodio. Sul sito dell'Amelia Project Podcast, infatti, ci sono una serie di "secret file" nei quali ci vengono forniti i dettagli di ciò che è successo ai vari personaggi al termine del lavoro dell'organizzazione (i file si comprano singolarmente o sono a disposizione degli affiliati Patreon da 5$).

A parte la comodità di poter ascoltare gli episodi nell'ordine che più ci aggrada, il fatto che ogni cliente racconti vicende a sé stanti, assicura una grande varietà di storie diverse da ascoltare.
Ma la vera forza di The Amelia Project sta nel perfetto connubio tra un cast eccellente, una produzione di qualità e una bella sceneggiatura.

La borsa con il logo di The Amelia Project è disponibile qui

Ogni personaggio che parla con l'Intervistatore (Alan Burgon) è perfettamente inserito nella stanza in cui si svolgono i colloqui e non è una cosa da poco! Infatti, uno dei principali problemi riscontrabili nei podcast è il non riuscire a camuffare che gli attori usino microfoni diversi per registrare le battute e ciò comporta che, talvolta, l'ascoltatore non riesca ad avere una buona percezione dello spazio in cui i dialoghi sono ambientati. Anche nelle scene in esterna, un esempio è l'episodio 8 Luke Dougal, i produttori sono riusciti a rendere perfettamente l'atmosfera senza che i suoni di fondo risultino fastidiosi all'ascolto.
Ogni episodio è caratterizzato da un perfetto equilibrio tra qualità della storia raccontata e momenti divertenti. L'Intervistatore è un personaggio che con le sue stramberie riesce a far emergere le caratteristiche peculiari dei suoi interlocutori e a fare appassionare l'ascoltatore a vicende che saranno consumate nel giro dei 20 minuti dell'episodio
Quello che rende The Amelia Project imperdibile, però, è anche il modo in cui, in questa prima stagione, siano state sfruttate delle caratteristiche intrinseche del mezzo podcast, che spesso vengono trascurate dai podcaster: in episodi come Percy o il recentissimo Melissa Menken, l'audio si ravvolge, l'episodio sembra finire per poi ricominciare, i personaggi parlano consapevoli di essere tali e interagiscono con ascoltatore e autori.


Così come l'altro podcast che vi ho proposto, anche questo è in lingua inglese, ma è facilmente comprensibile senza dover leggere la trascrizione dei dialoghi. Se ascolterete anche solo un episodio, riconoscerete sicuramente una voce di cui vi ho già parlato, quella di Julia Morizawa (la dottoressa Bright di The Bright Sessions) che qui interpreta la voce della segreteria telefonica dell'organizzazione che introduce ogni episodio.
Ai Ribelli, so che potrebbe far piacere sapere che ogni tanto si possono ascoltare le colorite imprecazioni in italiano di Joey (Gianluca Iumiento) e Salvatore (Ravdeep Singh Bajwa), i due assistenti dell'Intervistatore.
Potete ascoltare The Amelia Project direttamente sul loro sito, su iTunes, RSS, GooglePlay e sulla maggior parte di applicazioni dedicate ai podcast.

«Se non sei serio in proposito, riaggancia. Se stai esitando, non procedere. Sei ancora lì? Se continui, non puoi tornare indietro .»

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