Il mio Salone del Libro di Torino 2018

I miei oculati acquisti al Salone del Libro di Torino 2018!

Anche per quest'anno si è concluso il Salone del Libro di Torino presso il quale ho fatto una due giorni di fiera piuttosto intensa appurando che: 1) troppe ore di treno in vagoni pieni di madri urlanti con bambini altrettanto chiassosi non fanno bene alla salute; 2) andare in giro per conto mio mentre sono sotto antibiotici mi rende più stordita del normale.
Ignorando le mie vicissitudini personali, le stime di questo Salone sono molto positive: 144.386 visitatori unici al Lingotto e 26.500 presenze stimate per gli eventi del Salone Off e, accantonata l'ostilità con Milano che aveva accompagnato il Salone dello scorso anno, la più grande fiera dell'editoria in Italia è arrivata alla giornata di chiusura in un clima positivo annunciando le date per il prossimo anno: sempre al Lingotto da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019.


Polemichetta interessante è quella relativa al fantomatico padiglione 4 (chiunque abbia avuto la malaugurata idea di scaricare la app del Salone si sarà accorto che veniva notificato dell'esistenza di tale padiglione almeno tre volte al giorno), la tensostruttura nella quale sono stati "relegati" 30 editori -potete approfondire qui- vittime dell'overbooking (o degli spazi enormi occupati dagli editori maggiori?) che nei primi giorni di fiera hanno lamentato uno scarso passaggio di visitatori, con conseguenti vendite praticamente nulle.



Ma direi di passare alla cosa davvero interessante: i libri! Sono stata brava quest'anno e mi sono trattenuta. Un po' per motivi economici, un po' per motivi squisitamente intellettuali, vale a dire che ho una pila di libri e fumetti da leggere davvero imbarazzante e quindi ho preferito comprare solo cose che so che leggerò nel breve periodo.
Il primo acquisto fatto è un libro illustrato edito da Odoya dedicato alla città di Tokyo: Tokyo, ritratto di una città di Manuel Tardits. Una guida sulla città di Tokyo vista dagli occhi di Manuel Tardits, architetto e scrittore francese che vive da trent’anni nella capitale nipponica. A parte avere un debole per i libri dedicati al Giappone, questo volume in particolare mi ha colpita perché ricco di foto e illustrazioni di Nobumasa Takahashi (di cui vi lascio il sito qui).


Mi sono fermata a prendere qualche presente allo stand di AbEeditore, che è diventata la mia casa editrice preferita per fare regali, e ho recuperato un paio di favole in busta. Il progetto “L’imbustastorie” è nato dalla collaborazione tra AbEeditore e La Bottega dei Traduttori, e consiste in una serie di buste che contengono fiabe e leggende appartenenti alla tradizione di vari paesi del mondo. Io ho preso quella dedicata al Giappone e quella polinesiana e sono rimasta piacevolmente colpita dal contenuto (che mi ero premunita di non controllare perché mi piace sorprendermi) e provo davvero il desiderio di fare una capatina alla mia libreria di fiducia per prenderne altre.



Per il prossimo libro non è corretto dire che "l'ho comprato", ma piuttosto che è stata l'autrice stessa a comprare me, a farmi cedere alla curiosità dopo un'iniziale forte riluttanza, dovuta ai commenti contrastanti sia al punto di vista espresso dell'autrice, sia in merito alla qualità del saggio stesso. 
Perché non sono femminista di Jessa Crispin, edito da SUR, è un manifesto femminista dal titolo molto provocatorio, nel quale la Crispin critica fortemente quello che chiama "femminismo universale", quel femminismo pop e commerciale che sforna magliette, gadget e hashtag e ha la stessa forma di un brand. Critica quelli che sono i presupposti su cui si basa il femminismo  contemporaneo invitando ad ampliare il dialogo in una prospettiva più proiettata al futuro e alla ricerca di alternative al patriarcato per l'organizzazione della società. Insomma, ci sono tutte le premesse giuste per trovarmi molto d'accordo con lei o per arrabbiarmi tantissimo, vi terrò aggiornati.

Altro libro, altra bomba. In questo caso si tratta di un romanzo
edito da 66thand2nd, casa editrice che amo in modo particolare e di cui ho i 3/4 dei titoli del catalogo in wishlist: Hool di Philip Winkler. Siamo nell'hinterland di Hannover e seguiamo le vicende di Heiko Kolbe e del suo gruppo di amici hooligans, in un ambiente caratterizzato da violenza, voglia di strafare, biker e naziskin. Appena ho letto le prime righe di trama mi è balzato subito in mente un libro che ho amato qualche mese fa, Eravamo dei grandissimi di Clemes Meyer (edito da KELLER) e, ora che vi cito la sinossi del romanzo, sono sicura che capirete il motivo per cui non sono riuscita a resistere e ho ceduto all'acquisto: 

«Con una scrittura febbrile, cruda, tra Chuck Palahniuk e Clemens Mayer, Philipp Winkler dà voce a una combriccola di romantici emarginati che danzano sull’orlo dell’abisso, ignari di quanto sia rischioso il gioco a cui hanno scelto di giocare

Sono una persona semplice, cedo alle tentazioni.

Infine, mentre ero allo stand Coconino Press per recuperare un graphic novel di Manuele Fior (con dedica meravigliosa per un'amica), mi è caduto l'occhio su un romanzo che avevo visto in quel di bookstagram: Più veloce dell'ombra di Manuela Tuzi (Fandango libri). Anni Ottanta (e già ci siamo), Torino (quale migliore occasione per comprarlo), Alessandra è una ragazzina grassottella e con mille tic. È figlia di due bellissimi: un Magnum P.I.  de' noantri e una Charlie's Angel fissata con il fitness. Alessandra sembra vivere in una bolla, lontano dagli affetti e dal contatto con gli altri, fino a quando nella sua vita non entrano un cucciolo di cane e «un grande amore che a molti visi, ma lo stesso nome: Elena». Leggendo le prime righe ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte al romanzo leggero e divertente di cui potrei avere bisogno in questo momento, ma anche in questo caso, vi terrò aggiornati sulla lettura.

Il mio Salone di quest'anno è passato troppo in fretta, avrei voluto passare più tempo con gli amici vecchi e nuovi, avrei voluto parlare con più persone, assistere a più eventi e vedere più autori, ma è stato comunque bello così. E non vedo l'ora che sia il maggio prossimo per replicare!


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